La pavimentazione rappresenta spesso l'elemento a cui è
demandato il funzionamento, l'efficienza e l'efficacia del ciclo produttivo
all'interno di uno stabilimento.
Contemporaneamente è la parte dell'edificio maggiormente
sollecitata e quindi più sottoposta a gusti o rotture che ostacolano
il normale ciclo produttivo.
Normalmente esistono tre tipologie di pavimentazioni industriali:
in calcestruzzo, piastrellati, bituminose.
Le pavimentazioni in calcestruzzo sono dotate di scarsa
resistenza ad agenti chimici perché porose e quindi assorbenti
di un ampia gamma di sostanze normalmente utilizzate nelle lavorazioni
(olii, acidi, zuccheri, soluzioni saline, ecc.) e nella detergenza industriale.
I piastrellati hanno il problema delle fughe tra le piastrelle
con ristagni e difficoltà di pulizia risultando inadeguate in ambienti
alimentari.
Inoltre godono di una scarsa resista meccanica soprattutto con traffici
pesanti.
I bituminosi sono invece facilmente degradabili da benzine,
solventi, gasoli, acidi, ecc.
Le pavimentazioni, le ristrutturazioni e le manutenzioni
in resina superano tutti questi limiti.
Esse offrono garanzie in termini di resistenza meccanica e chimica, facilità
di pulizia, durata, velocità di applicazione e un buon rapporto
prezzo/prestazioni.
Gli interventi possono essere modulari ed adatti alle esigenze
più varie.
In particolare la posa delle pavimentazioni in resina, le
ristrutturazioni e le manutenzioni in resina e derivati (come rasanti,
stucchi, malte, ecc.) vengono effettuate previa preparazione delle superfici
mediante macchinari con scarsa emissioni di polveri e gas.
Si possono effettuare anche all'interno di uno stabilimento
in fase produttiva ed in prossimità di macchinari, procedendo per
porzioni di superficie e di conseguenza non ostacolando il normale ciclo
produttivo.
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